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Bilancio Ue, fronte di 17 Paesi per difendere agricoltura e coesione

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Italia e Romania guidano l’iniziativa degli “Amici della Coesione”: nel prossimo bilancio europeo agricoltura e politiche territoriali non dovranno essere sacrificate per finanziare le nuove priorità dell’Unione, dalla difesa alla sicurezza energetica.
Diciassette Stati membri dell’Unione europea fanno fronte comune per difendere Politica agricola comune (PAC) e fondi di coesione nel prossimo Quadro finanziario pluriennale europeo 2028-2034.
L’iniziativa è stata promossa dalla presidente del Consiglio e dal presidente romeno . I leader del gruppo degli “Amici della Coesione” hanno indirizzato una lettera congiunta al premier irlandese Micheál Martin, in vista delle prossime fasi del negoziato sul bilancio pluriennale dell’Unione.
Agricoltura e territori non paghino le nuove priorità europee
Il punto centrale della posizione dei 17 Paesi è chiaro: l’Europa deve trovare le risorse necessarie per affrontare le nuove sfide — sicurezza e difesa, competitività, connettività, sicurezza energetica e resilienza — senza finanziarle attraverso ulteriori riduzioni delle risorse destinate alla PAC e alle politiche di coesione.
Agricoltura e coesione, sostengono i firmatari, continuano infatti a svolgere una funzione essenziale per la convergenza economica tra Stati e regioni, per il sostegno alle aree rurali e meno sviluppate e per la sicurezza alimentare europea.
Il nodo delle risorse
La questione destinata a diventare centrale nel negoziato è inevitabilmente quella finanziaria.
Se l’Unione vuole assumersi nuove responsabilità strategiche senza comprimere le politiche tradizionali, sarà necessario individuare entrate aggiuntive. Gli “Amici della Coesione” si dichiarano disponibili a discutere nuove risorse proprie europee, purché siano eque, semplici e non regressive. Tra le possibilità indicate figurano anche un rimborso più graduale di NextGenerationEU e strumenti europei di debito limitati a precise priorità strategiche.
Una partita decisiva anche per l’Italia
Per l’Italia il negoziato ha un peso particolare. Nell’attuale ciclo 2021-2027, le risorse complessivamente assegnate alle politiche di coesione ammontano a circa 135 miliardi di euro, considerando fondi europei, cofinanziamento nazionale e altre componenti della programmazione; circa 96,5 miliardi sono riferiti al Mezzogiorno.
Ridimensionare strutturalmente queste politiche nel prossimo bilancio avrebbe quindi conseguenze significative soprattutto per le regioni caratterizzate da maggiori divari economici e infrastrutturali.
La lettera dei 17 apre così uno dei confronti più delicati sul futuro finanziario dell’Unione: come finanziare una Europa chiamata a spendere di più per sicurezza, energia e competitività senza sottrarre risorse all’agricoltura e allo sviluppo dei territori.
Meloni e Dan intendono proseguire l’iniziativa convocando una nuova riunione degli “Amici della Coesione” a margine del Consiglio europeo di ottobre.