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Benzina, Finocchiaro (Confedercontribuenti): «Dal Governo ancora misure tampone, protette le lobby dell’energia»

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«Il Governo Meloni continua a intervenire sul caro carburanti con provvedimenti temporanei, evitando quelle riforme strutturali che potrebbero ridurre stabilmente i costi sostenuti da famiglie e imprese». Lo dichiara Carmelo Finocchiaro, presidente di Confedercontribuenti, commentando l’andamento dei prezzi di benzina e gasolio.
«Non bastano annunci, interventi occasionali o correttivi di breve durata. È necessario agire sulla tassazione dei carburanti, sulla trasparenza nella formazione dei prezzi e sui margini realizzati lungo l’intera filiera energetica. Occorre inoltre rafforzare i controlli contro eventuali speculazioni e favorire una reale concorrenza».
Secondo Finocchiaro, «l’impressione è che il Governo preferisca difendere gli interessi delle grandi lobby dell’energia anziché tutelare concretamente cittadini, lavoratori e piccole imprese. Viene mandato avanti il ministro Tajani per rassicurare l’opinione pubblica, ma la linea politica appare condivisa dall’intero Esecutivo».
Duro anche il giudizio sul ministro delle Imprese e del Made in Italy: «Adolfo Urso si è dimostrato incapace di gestire efficacemente la crisi. Il semplice monitoraggio dei prezzi non è sufficiente: servono decisioni politiche coraggiose, controlli incisivi e un confronto trasparente con le associazioni dei consumatori e dei contribuenti».
Confedercontribuenti chiede al Governo:
una riduzione strutturale delle accise;
l’introduzione dell’accisa mobile in presenza di forti aumenti del petrolio;
una verifica indipendente dei prezzi lungo tutta la filiera;
controlli più rigorosi sui differenziali tra rete stradale e autostrade;
misure compensative per autotrasportatori, pendolari e piccole imprese;
l’utilizzo degli extraprofitti energetici per alleggerire le bollette e il costo dei carburanti.
«Ogni aumento alla pompa si trasferisce sui trasporti, sulla produzione e infine sui prezzi dei beni essenziali. Il caro carburanti non riguarda soltanto gli automobilisti: è una tassa indiretta che colpisce soprattutto i redditi più bassi. È arrivato il momento di abbandonare le misure tampone e affrontare il problema alla radice», conclude Finocchiaro.