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Bandar Seri Begawan, viaggio nella capitale del Brunei: la città sull’acqua del piccolo Sultanato del petrolio

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Nel cuore del Sud-est asiatico una capitale poco conosciuta racconta una storia fatta di sultani, petrolio, moschee monumentali, dominio britannico e antichi villaggi costruiti sull’acqua. È Bandar Seri Begawan, capitale del Brunei Darussalam, la “Dimora della Pace”.

di Redazione

Esistono capitali che rappresentano immediatamente il proprio Paese nell’immaginario mondiale e altre che sembrano quasi nascondersi dalla geografia. appartiene certamente alla seconda categoria.

È la capitale del , piccolo Sultanato affacciato sul Mar Cinese Meridionale e quasi interamente circondato dallo Stato malese del Sarawak, nell’isola del Borneo.

Il nome ufficiale dello Stato è Brunei Darussalam, espressione traducibile come “Brunei, Dimora della Pace”. Una definizione che sembra descrivere bene l’immagine di questo piccolo e ricco Paese asiatico, la cui economia moderna è stata profondamente segnata dalle riserve di petrolio e gas naturale.

Da Brunei Town a Bandar Seri Begawan

Per gran parte del periodo coloniale la capitale era conosciuta semplicemente come Brunei Town.

Nel 1970 assunse il nome attuale, Bandar Seri Begawan, in omaggio al sultano Omar Ali Saifuddien III, padre dell’attuale sovrano, che aveva abdicato nel 1967.

La storia moderna del Brunei è strettamente legata al Regno Unito. Il Sultanato divenne protettorato britannico nel 1888 e recuperò la piena indipendenza il 1° gennaio 1984.

Ma la storia della capitale è enormemente più antica.

Una città nata dall’acqua

Per comprenderla bisogna guardare il fiume Brunei.

Gli insediamenti nell’area hanno origini molto lontane e per secoli la vita economica e sociale si è sviluppata lungo le vie d’acqua.

Commercio, pesca e navigazione determinarono progressivamente la posizione degli insediamenti e il loro sviluppo.

Ancora oggi sopravvive una testimonianza straordinaria di questa civiltà fluviale: .

È un vasto insieme di abitazioni e strutture costruite su palafitte lungo il fiume Brunei. Scuole, moschee, case e servizi sono collegati attraverso passerelle e imbarcazioni.

Non si tratta semplicemente di un’attrazione turistica.

È la continuazione contemporanea di una maniera di abitare il territorio che accompagna la storia del Brunei da secoli.

Per questo Bandar Seri Begawan può essere considerata contemporaneamente una capitale moderna e una città d’acqua antichissima.

La distruzione della Seconda guerra mondiale

Il Novecento cambiò radicalmente il volto della città.

Durante la Seconda guerra mondiale il Brunei fu occupato dalle forze giapponesi. I combattimenti e soprattutto i bombardamenti alleati provocarono gravissime distruzioni.

Nel dopoguerra una parte significativa della capitale dovette quindi essere ricostruita.

È una delle ragioni per cui, nonostante le origini antichissime dell’insediamento, l’aspetto urbano contemporaneo appare relativamente moderno.

Ma sarebbe sbagliato cercare la storia di Bandar Seri Begawan soltanto nei suoi edifici.

La sua memoria è soprattutto nel rapporto tra fiume, Sultanato e popolazione.

Il petrolio cambia tutto

La grande trasformazione economica del Brunei è legata agli idrocarburi.

La scoperta e lo sfruttamento dei grandi giacimenti petroliferi nel XX secolo hanno permesso al Sultanato di costruire un sistema economico molto particolare.

Con una popolazione nazionale relativamente ridotta e importanti entrate provenienti da petrolio e gas, il Brunei ha raggiunto livelli di reddito pro capite molto elevati.

Questa ricchezza è immediatamente percepibile nella monumentalità di alcuni edifici della capitale.

Le moschee simbolo della città

Tra le immagini più conosciute c’è la .

Con la grande cupola dorata che domina il paesaggio urbano e la laguna artificiale che la circonda, è diventata uno dei simboli architettonici dell’intero Paese.

Altrettanto spettacolare è la , costruita per celebrare il regno del sultano Hassan al-Bolkiah.

Qui architettura religiosa, potere monarchico e ricchezza economica del Paese finiscono per sovrapporsi.

Uno degli ultimi grandi Sultanati

Il Brunei rappresenta anche una particolarità politica.

È una monarchia assoluta islamica nella quale il sultano concentra poteri molto estesi.

regna dal 1967 ed è uno dei monarchi da più tempo sul trono nel mondo contemporaneo.

La monarchia non costituisce semplicemente una componente cerimoniale dello Stato: rappresenta il centro dell’architettura istituzionale del Paese.

E Bandar Seri Begawan è inevitabilmente la rappresentazione fisica di questo sistema.

Un piccolo Stato in una regione gigantesca

La posizione geografica rende il Brunei particolarmente interessante anche dal punto di vista geopolitico.

Il Sultanato si trova nel cuore di una delle regioni economicamente più dinamiche del pianeta, tra Cina e Sud-est asiatico e vicino alle grandi rotte del Mar Cinese Meridionale.

È membro dell’ASEAN e deve contemporaneamente mantenere relazioni con le grandi potenze regionali e internazionali.

Le sue risorse energetiche gli hanno garantito per decenni una capacità economica enormemente superiore alle sue dimensioni territoriali.

Ma proprio questa dipendenza rappresenta anche la grande sfida del futuro.

La transizione energetica mondiale obbligherà progressivamente il Brunei a diversificare un’economia costruita in larga misura sugli idrocarburi.

La capitale dei contrasti

Visitare Bandar Seri Begawan significa quindi scoprire una città piena di apparenti contraddizioni.

Moschee monumentali e piccoli mercati.

Automobili moderne e taxi d’acqua.

Grandi edifici pubblici e case su palafitte.

Una monarchia antichissima e un’economia costruita sul petrolio del Novecento.

Un Paese minuscolo inserito in una delle aree geopoliticamente più importanti del mondo.

Ed è forse proprio questo a rendere affascinante Bandar Seri Begawan.

Non possiede le dimensioni di Bangkok, Singapore o Kuala Lumpur e non cerca di imitarne il ritmo.

Conserva invece una propria identità.

Per comprenderla davvero bisogna salire su una piccola imbarcazione, attraversare il fiume e guardare Kampong Ayer.

Da una parte appaiono le cupole dorate e gli edifici della moderna capitale del petrolio.

Dall’altra continuano a vivere le case sull’acqua.

Due mondi separati da pochi metri di fiume e oltre mille anni di storia.

Ed è lì che si comprende davvero Bandar Seri Begawan: una capitale costruita dal petrolio, ma nata dall’acqua.