Nel corso delle indagini sul ‘sistema Sorrento’ sono emerse richieste di pagamento di somme di denaro determinate in percentuale sull’importo degli appalti aggiudicati, che andavano dal sei al sette e fino al 10%. E dalle intercettazioni emerge anche che alcuni imprenditori consideravano il pagamento in percentuale normale e che lo avrebbero fatto anche in altri casi, in altri comuni. Circostanza che apre altri fronti di indagine, su cui attualmente c’è riserbo. Secondo gli inquirenti, Raffaele Guida, chiamato da Massimo Coppola più volte “fratello”, nel corso delle intercettazioni, e detentore della cassa delle somme riscosse, nel veicolare la volontà politica dell’ex sindaco di Sorrento agli imprenditori, chiedeva i pagamenti a fronte dell’assicurazione dell’aggiudicazione degli affidamenti pubblici. Come già emerso in occasione dell’arresto dell’ex primo cittadino, nell’abitazione di Guida, noto come Lello il sensitivo, sono stati ritrovati circa 168 mila euro in contanti, nascosti in un tavolo da biliardo. Nessuno degli imprenditori che aveva a che fare con Guida si meravigliava delle richieste o si opponeva, anzi – sottolinea nell’ordinanza il Gip – a volte diventava intermediario, contribuendo a tessere la rete delle corruzioni. Il sistema Sorrento, garantiva non solo l’aggiudicazione di appalti e affidamenti, ma anche una copertura da eventuali contestazioni amministrative. Inoltre, l’attività investigativa ha permesso di ricostruire la reale appartenenza e il controllo riservato a Massimo Coppola su una associazione per l’organizzazione di eventi musicali, culturali e turistici, ‘La Fenice’. L’ex sindaco avrebbe creato per fini esclusivamente personali l’associazione senza finalità di lucro, con sede in Sorrento, e che operava esclusivamente tramite affidamenti diretti del Comune, ritenuti pilotati dal Sindaco, attraverso interventi diretti sui componenti delle commissioni aggiudicatrici, e intestata solo formalmente ad un prestanome sorrentino. (AGI)
NA7/FLO