Ue nel 2004 entrano 10 Paesi


Vertice di Copenaghen: via libera a R. Ceca, Slovacchia, Slovenia, Cipro, Malta, Ungheria, Polonia e i tre Paesi baltici
COPENAGHEN – «È la fine della divisione dell’Europa», secondo il presidente della Commissione europea Romano Prodi. «Ai nostro nuovi Paesi membri, un caldo benvenuto: oggi è nata la nuova Europa», ha detto il presidente di turno dell’Ue e primo ministro della Danimarca Anders Fogh Rasmussen. L’Unione europea ha raggiunto un accordo con tutti i dieci Paesi candidati (Repubblica Ceca, Slovacchia, Polonia, Ungheria, Slovenia, Malta, Cipro, Estonia, Lettonia e Lituania) all’ingresso nell’Ue, che entreranno a far parte della comunità europea a partire dal primo maggio 2004Le maggiori difficoltà al’ingresso le ha poste la Polonia che ha trovato un’intesa solo all’ultimo minuto. Lo hanno dichiarato fonti europee annunciando il sì al pacchetto finanziario proposto dalla Germania. Il primo ministro svedese Goeran Persson ha dichiarato che i 15 hanno accettato le richieste della Polonia.
LA QUESTIONE TURCA – Semaforo rosso per ora per la Turchia di cui l’Unione europa comincerà a discutere l’accettazione dello status di Paese candidato solo a partire dal dicembre 2004. Il fatto che al vertice di Copenhagen la Turchia non abbia ottenuto tutto quello che voleva (una data di inizio del negoziato di adesione entro il 2003 e comunque anteriore al maggio 2004), ma solo un impegno a valutare l’effettiva attuazione delle riforme liberali e democratiche a dicembre 2004 (per poi passare probabilmente al negoziato) non cancella due risultati politicamente molto rilevanti, che segnano comunque un passo avanti nella lunga marcia di avvicinamento della Turchia: il primo è che, come si osserva al Ministero degli esteri di Ankara, «la decisione segna la fine della candidatura virtuale» della Turchia, che, da oggi, è un candidato reale a cui – secondo gli stessi diplomatici – l’Unione europea nel dicembre 2004 non potrà dire «no», dato che Bruxelles non potrà non certificare che «i criteri di Copenaghen sono stati adempiuti dalla Turchia».
In secondo luogo – come ha rilevato a Bruxelles il premier turco Abdullah Gul – con la decisione di oggi l’Ue ha rinunciato ad essere un club cristiano, come alcuni autorevoli esponenti, tra cui Giscard d’Estaing, avevano ipotizzato o auspicato.
AGENZIA ALIMENTARE: NULLA DI FATTO – I 15 non hanno invece trovato una soluzione al problema della sede dell’agenzia alimentare. «Tengo molto a Parma»: con queste parole il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha risposto al premier finlandese Paavo Lipponen che, a margine del Consiglio europeo di Copenaghen, ha riproposto l’argomento della sede dell’Agenzia alimentare europea, per la quale sono candidate la cittá emiliana ed Helsinki. Entrambi i capi di governo hanno ribadito le loro posizioni.
«L’allargamento – ha affermato Prodi – è stata la priorità numero uno della mia Commissione sin dall’inizio. Ho lavorato a lungo e duramente per questa giornata. Oggi abbiamo mantenuto le promesse. Per la prima volta nella storia l’Europa diventerà una perché l’unificazione è la libera volontà della sua gente. L’Unione europea ha rispettato i propri impegni».