Sciopero generale, la protesta contro carovita e guerra sfida la precettazione


USB conferma la mobilitazione del 30 ottobre. Nei trasporti il ministero ha disposto il rinvio dello stop, ma il sindacato annuncia di voler proseguire: la regolarità dei servizi non può essere data per certa.

Salari, costo della vita e opposizione alle spese militari sono al centro dello sciopero generale proclamato dall’Unione sindacale di base per venerdì 30 ottobre. La mobilitazione interessa lavoratori pubblici e privati e raccoglie l’adesione di studenti e realtà sociali. Tra le rivendicazioni figurano la tutela del potere d’acquisto e maggiori risorse per sanità, scuola e servizi pubblici.

Trasporti, cosa prevede il provvedimento

Il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini ha firmato un’ordinanza che dispone il differimento dello sciopero nei settori interessati dalla franchigia per la commemorazione dei defunti. Il provvedimento riguarda, tra gli altri, trasporto ferroviario, trasporto pubblico locale, aereo e marittimo.

Occorre quindi distinguere l’obbligo di assicurare il servizio dal suo effettivo svolgimento. Trenord, per esempio, ha comunicato che i treni devono circolare secondo l’orario ufficiale. USB ha però dichiarato di voler confermare lo sciopero anche nei trasporti, contestando la precettazione: eventuali disagi restano possibili e i viaggiatori devono verificare gli aggiornamenti dei singoli gestori.

Il conflitto sociale chiede risposte politiche

La discussione non può esaurirsi nello scontro tra ordinanze e annunci di disobbedienza. Garantire la mobilità dei cittadini è una responsabilità pubblica; affrontare le ragioni della protesta lo è altrettanto.

Quando stipendi e pensioni faticano a sostenere le spese essenziali, il disagio richiede interventi concreti e un confronto credibile. Il governo deve rispondere nel merito delle priorità di bilancio e della tutela dei redditi. Anche il sindacato deve misurarsi con le conseguenze delle proprie scelte sui cittadini, molti dei quali condividono le stesse difficoltà economiche di chi manifesta.

La precettazione interviene sullo svolgimento dello sciopero. Non risolve il problema politico e sociale che porta i lavoratori in piazza.