Sanremo: vince Gaudiano e ricorda il papà


AGI – Gaudiano con il brano “Polvere da sparo” ha vinto il Festival di Sanremo tra le Nuove Proposte. Al secondo posto Davide Shorty, al terzo Folcast e al quarto Wrongonyou. A Shorty con il brano “Regina” va il Premio sala stampa radio tv ‘Lucio Dallà. Mentre Wrongonyou con la canzone “Lezioni di volo” porta a casa il Premio della Critica ‘Mia Martinì.

Dedico questa vittoria a mio padre, ci ha lasciati due anni fa ma oggi è qui con me”: Gaudiano, commosso, ha dedicato al genitore scomparso la vittoria. Già nei giorni scorsi il giovane artista aveva sottolineato questo aspetto, ricordando che l padre gli aveva regalato la prima chitarra.

Co-conduttrice per una sera Barbara Palombelli con un monologo dedicato alle donne. Wrongonyou con la canzone “Lezioni di volo” vince anche il Premio della Critica ‘Mia Martinì.

Ermal meta guida la classifica

Intanto non sono ancora fatti i giochi per la vittoria finale. In testa c’è, fin dalla prima serata, Ermal Meta ma la classifica è corta, i distacchi tra le posizioni nella parte alta sono davvero minimi, intorno a mezzo punto percentuale, come ha confermato Amadeus prima di dare il via all’Ariston alla gara dei 26 Big. Decisive potrebbero rivelarsi le votazioni di stasera, che vedranno coinvolte la giuria demoscopica, la giuria sala stampa e il televoto.

In onda fino alle 2.40

Di certo la serata andrà per le lunghe: “Durata canzoni Campioni: 90 minuti. Durata delle pubblicità: 54 minuti. Durata canzoni Nuove proposte: 14 minuti. Durata per ospiti, spalle, sketch, lanci e altro: 170 minuti. L’opulenza, ma anche la vacuità, della scaletta”. è uno dei tweet subito in circolazione sulla rete non appena si è saputo che, stando alla scaletta, la quarta serata del Festival andrà avanti fino alle 2 e 39.

Fiorello: “Gli animali vanno amati”

è partito dal sottolineare l’importanza di amare gli animali Fiorello per poi puntare su una dissertazione sui loro organi genitali, per lo piu’ al maschile, come gorilla, pitone, pesci. La considerazione d’avvio ha pero’ riguardato gli esseri umani: spesso non si accettano con il trascorrere del tempo. “Gli animali sono meglio di noi, l’essere umano è troppo legato all’aspetto esteriore e comincia a non accettarsi piu’. Allora ricorre ai rimedi”, riferimento alla chirurgia estetica. Tanto che poi si finisce con il dire ‘Segni particolari: eliminatì.

E invece “gli animali questo non ce l’hanno. Non è che il leone perde i peli della criniera e si fa il riporto”. E poi ecco l’aspetto genitale, fornendo spiegazioni a un divertito Amadeus. Per esempio il gorilla, è alto due metri e pesa 250 chili, ma “lo sai quanto?… 2 centimetri. Ma come è possibile? Fossimo stati noi, saremmo andati dallo psicologo. Invece il gorilla non lo sa. Ora l’Agi, Associazione gorilla italiani, si lamenterà…”.

Poi il pitone: questo “ne ha due. Già lui, il pitone, è uno… l’altro è di cortesia”. Dalla terra al mare: ecco il polpo: “Ha 8 tentacoli, uno degli 8 non è un tentacolo, ma quando te lo servono non è che te lo dicono…” quale o cosa sia.

© AGF

Achille Lauro e Fiorello

Lauro e Fiorello, show tra piume e spine all’Ariston

L’uno in total white, con piume di struzzo; l’altro in total black. L’uno, Achille Lauro; l’altro, Fiorello, per un ‘quadro’ molto particolare sul palco dell’Ariston nela quarta serata del Festival di Sanremo. Dapprima solo Lauro, con tricolore mentre intanto vanno alcune note dell’inno di Mameli e mano nella mano con il chitarrista della band scende la scala come fossero una coppia che convola a nozze, bacio gay e poi la riproposizione ‘scatenata’ di “Me ne frego”, l brano con cui è stato in gara un anno fa.

Poi entra in scena Fiorello: corona di spine nere, così fitta come quella di un riccio, un abito tunica nero, rossetto nero. I due intonano “Rolls Royce”, la canzone con cui Lauro esordì a Sanremo nel 2019. C’e’ anche quando i due si mettono schiena contro schiena, come a fondersi.

Al termine, Lauro esce di scena mentre Fiorello no, resta quasi inchiodato sul posto, sostenendo di essere “un quadro di Achille Lauro, non posso muovermi. Sono un quadro ad olio”. E chiede ad Amadeus che lo portino via, “deficiente – dice scherzosamente – fammi portare via”. Cosa che alla fine tre addetti al palco fanno prendendolo come fosse una sagoma.