“Per i diritti, tutti i Diritti, bisogna sempre esserci e battersi, per una società civile”: intervista a Leo Gullotta

LEO GULLOTTA - photo Adolfo Franzo'


di Rosanna La Malfa


Buongiorno Leo. Ti conosciamo tutti. Hai scirtto la tua biografia “Mille fili d’erba. Ovvero: come vivere felici anche su questa terra”. Cos’è per Leo Gullotta la felicità?
La felicità? Poter vivere in una città serena, civile e saper regalare un sorriso anche a chi non conosci.


Più di cinquantacinque anni di carriera. Rimpianti? E’ stato tutto come sognavi?
Nessun rimpianto. Sono stato fortunato. Ho incontrato, conosciuto, bellissime persone che mi hanno regalato la loro Maturità, il saper essere uomini, cittadini e il poter essere persone perbene.


Hai fatto coming out e ti batti per i diritti. Lo hai fatto con una forza incredibile, che penso che abbia motivato molti. Lo hai fatto anche a sfavore della carriera (ti fu negato il ruolo di padre Pino Puglisi nella serie della Rai).
Non ho fatto nessun coming out. Era il 1995. Ad una domanda propostami, durante una intervista, ho risposto in maniera assolutamente serena. Per i diritti, tutti i Diritti, bisogna sempre esserci e battersi, per una società civile.


Hai lavorato con Pippo Fava, anche lui ammazzato dalla mafia.
Giuseppe Fava mi ha regalato la sua meravigliosa amicizia. Ho imparato da lui la parola Indignarsi. Bisogna sempre ricordarsi che tutti i morti ammazzati dalla mafia sono morti per noi.


Lo scrittore premio Nobel Saul Bellow diceva che “La memoria è vita”. L’Italia ha dimenticato il suo ieri, oggi?”
La memoria nel nostro Paese, ormai da parecchio tempo, latita. È anche per questo che ci siamo fermati. Hanno voluto azzerare, buona parte della nostra politica, anche le “piazzole di sosta”. Nel nostro Paese, ormai, chi pensa disturba.


Con quali occhi guardi la politica attuale?
Ci vogliono accecare. A modo loro ibernare. Una deriva attuale piena di interrogativi, pericolosi, che odora di altri tempi… ma, appunto, vogliono mettere da parte la memoria. Dobbiamo essere vigili, presenti, cercando di capire.


Teatro, cinema, televisione, doppiaggio. Tutto oppure ne preferisci uno agli altri?
Chi fa la mia professione dovrebbe conoscere tutti i linguaggi dello spettacolo… conoscete per caso chirurghi che operano soltanto appendiciti? Un medico deve conoscere il corpo umano in toto. Così l’attore la sua professione. Ma l’Arte di arrangiarsi è un mantra della nostra società.


Consentimi di sapere. Solo due film: Nuovo Cinema Paradiso e Un uomo perbene..
“Un uomo perbene” il film, ovvero il processo Enzo Tortora. Processo assurdo, strategicamente preconfezionato, ingiusto, l’intesa scellerata tra camorra e politica. A pagare, pesantemente, è stato un Uomo Perbene. “Nuovo Cinema Paradiso” , meravigliosa riflessione sulla vita ed il progresso, filmata da un poeta della macchina da presa: Giuseppe Tornatore.


Non hai mai rinnegato le tue origini. Sarebbe stato comodo oppure no?
Rinnegare le mie origini? Scusa, ma che domanda è?… Solo gli imbecilli riescono a fare questo!


Sono assolutamente d’accordo.

C’è bisogno di tanto impegno. Come lo rigeneriamo questo Paese?
Rigenerare il Nostro Paese. L’istruzione, la civiltà, la nostra Costituzione, la partecipazione, cercando di voler capire e mettendoci la faccia…


LEO GULLOTTA – photo Adolfo Franzo’