Passata la paura del covid, a Gerusalemme torna la violenza


AGI – Tensione altissima a Gerusalemme est, dove centinaia di palestinesi sono rimasti feriti in un fine settimana di scontri con le forze di sicurezza israeliane. Le violenze esplose intorno al venerato complesso della moschea Al-Aqsa nella città vecchia, soprattutto di notte, sono le più gravi dal 2017 e sono alimentate dal tentativo dei coloni ebrei di impossessarsi delle case palestinesi a Gerusalemme.

Le tensioni sono tornate a crescere perché i palestinesi lamentano costrizioni oppressive nonostante il mese sacro musulmano del Ramadan. E si attende la sentenza della giustizia israeliana sulla possibilità che le autorità possano sfrattare decine di palestinesi dal quartiere di Sheikh Jarrah, e dare le loro case ai coloni ebrei.

Su richiesta del procuratore generale di Stato, Avichai Mandelblit, la Corte Suprema ha deciso di rinviare la l’udienza di lunedì (la prossima sarà fissata entro 30 giorni) che avrebbe dovuto decidere sugli sfratti di Sheikh Jarrah nel Jerusalem Day, la festa nazionale israeliana che commemora la riunificazione di Gerusalemme.

Il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, ha avvertito che Israele “imporrà in modo deciso e responsabile la legge e l’ordine a Gerusalemme”, pur preservando “la libertà di culto per tutti i religiosi“.

La Tunisia ha chiesto una riunione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite domani per discutere l’escalation della violenza. Circa 121 palestinesi sono rimasti feriti negli scontri sabato notte, molti colpiti da proiettili di gomma e granate stordenti, secondo il bilancio della Mezzaluna Rossa palestinese.

La polizia israeliana ha riferito di 17 feriti tra le proprie fila. La notte precedente più di 220 persone, per lo più palestinesi, sono rimaste ferite dopo che la polizia israeliana ha preso d’assalto Al-Aqsa per rispondere a “lanci di pietre e fuochi d’artificio”. Secondo le autorità islamiche, 90 mila persone si sono radunate per le preghiere notturne nella moschea, il terzo luogo più sacro dell’Islam che gli ebrei venerano come il Monte del Tempio, per festeggiare Laylat al-Qadr, che commemora la notte in cui il Corano fu rivelato per la prima volta al profeta Maometto.

Quattro Paesi arabi che hanno normalizzato le relazioni con Israele – Emirati Arabi Uniti, Bahrein, Marocco e Sudan – hanno condannato l’intervento della polizia ad Al-Aqsa, esprimendo sostegno ai manifestanti palestinesi. Khartoum non ha e esitato a parlare di “repressione”, mentre Abu Dhabi ha esortato le autorità israeliane a “ridurre l’escalation”.

La polizia israeliana ha istituito posti di blocco per “limitare l’accesso alla città vecchia ed evitare rivolte violente”, impedendo di fatto ad altre centinaia di unirsi alle preghiere. Un autobus diretto a Gerusalemme est è stato fermato e alcuni palestinesi sono stati arrestati e interrogati, ha riferito un giornalista della France Press.

Le violenze si sono estese in altre zone di Gerusalemme est, in Cisgiordania e al confine tra la Striscia di Gaza e Israele. La polizia a cavallo israeliana si è schierata fuori dalla Porta di Damasco, un punto di accesso chiave alla Città vecchia di Gerusalemme, mentre gli agenti hanno sparato granate stordenti e ha usato idranti per disperdere i manifestanti palestinesi. I palestinesi hanno lanciato pietre e appiccato il fuoco a barricate improvvisate.

La polizia ha detto di aver arrestato nove persone e ha avvertito che “saranno usati tutti i mezzi per mantenere la calma”. Violenti scontri sono stati segnalati anche vicino alla Grotta dei Patriarchi a Hebron. Israele ha poi bombardato all’alba un obiettivo di Hamas nella Striscia di Gaza, dopo il lancio di un razzo avvenuto poche ore prima verso Israele. 

Source: agi