Musica: all’Olimpico di Roma arriva BeatleStory, con i Fab Four


Arriva a Roma, domani sera al Teatro Olimpico, BeatleStory, uno straordinario show per rivivere la magia dei Beatles dal ’62 al ’70. Un grande omaggio alla band più influente della storia della musica rock e un’occasione per festeggiare i 60 anni di A Hard Day’s Night, uno dei più grandi album di tutti i tempi. Lo spettacolo è in scena da 8 anni in Italia, Europa e America, e vede protagonisti, i Fab Four – quattro ragazzi (Patrizio Angeletti, Claudio Iemme, Roberto Angelelli, Armando Croce) che suonano e vestono come i Beatles.
Partendo dalle strade di Liverpool, attraversando gli anni della Beatlemania fino ai grandi capolavori in studio, Beatlestory restituisce oltre 40 dei loro più grandi successi, tra i quali: She Loves You, I Want To Hold Your Hand, Twist and Shout, Yesterday, Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band, All You Need Is Love, Come Together, Let It Be, Hey Jude.
Lo show, scritto e diretto da Roberto Angelelli e Patrizio Angeletti con la supervisione di Tonino Tosto, ha una durata di 2 ore ed è suddiviso in 5 scenari: Beatlemania – Shea Stadium – Sgt Pepper – Summer of Love – Abbey Road. Ognuno di questi momenti rappresenta un diverso periodo che ha caratterizzato la storia dei Beatles e tutte le scene sono introdotte da video d’epoca, che trasportano lo spettatore nel preciso momento storico, politico-sociale e, ovviamente, musicale che la band si accinge ad eseguire. Beatlestory diventa un ritratto fedele della band che ha fatto la storia della musica
internazionale, ma è anche il viaggio nel costume e nella cultura di un’epoca, di cui i Fab Four sono stati i protagonisti assoluti. “BeatleStory – racconta la band all’AGI – è un live show multimediale, che ha l’intento di mostrare al pubblico cosa avrebbero potuto fare i Beatles se avessero avuto l’occasione di poter portare in scena la loro intera carriera musicale e artistica. Quindi un mix di musica e storia della musica in un concerto che catapulterà lo spettatore negli anni 60 e all’interno della storia dei Fab Four”.
Un’dea che, spiegano i musicisti, “è nata 10 anni fa nel 2014, e da una passione pura, un amore grande verso la musica dei Beatles. La responsabilità è sicuramente grande ma come sempre la cura, la professionalità e la passione ci hanno portato a trattare tutti gli aspetti dello spettacolo con molta attenzione e dedizione ai dettagli, cercando di omaggiare e rispettare al meglio la storia dei Beatles”. Un tour che occupa praticamente tutto il tempo della band: “Siamo in scena tutto l’anno tra spettacoli in Italia, Belgio, Olanda, Cipro – spiegano – siamo anche uno degli spettacoli residence sulla nave da crociera Norwegian Joy. I Beatles non ci lasciano mai!”
Pezzi che la band ama di più? “Sicuramente brani come She Loves You, Yesterday, Let It Be, Hey Jude… – aggiungono i musicisti – la lista è lunga. Ovviamente ci concediamo anche di inserire piccoli capolavori meno conosciuti come If I Fell, a seconda dell’album che andiamo a celebrare”.
I Beatles a un certo punto si sono fermati. Sui motivi, mille interrogativi e tutti più o meno validi: “Le spiegazioni sono davvero tante – dicono i Fab Four – Sicuramente dopo la morte del loro Manager storico Brian Epstein non avevano più una guida ed essendo all’epoca molto giovani questa cosa li destabilizzò moltissimo, oltre sicuramente ad una grande voglia di esplorazione da parte di John e George. A noi, piace ricordare i Beatles come la band che in piccolo o in grande ha cambiato la vita di generazioni intere. George Harrison disse anni fa: ‘Mi piacerebbe pensare che tutti i vecchi fans dei Beatles sono cresciuti e si sono sposati e hanno avuto bambini e sono tutti più responsabili, ma hanno ancora uno spazio nei loro cuori per noi’. E’ il finale perfetto”.(AGI)