Al Cpr di Trapani lo sciopero della fame continua. Ieri sera, a partire dalle 20, dopo diversi giorni di digiuno, è scoppiata un’altra protesta tra i migranti. Nei giorni precedenti, riferisce la Rete siciliana contro il confinamento, “ci sono stati rimpatri, ancora una volta, di cittadini egiziani neo maggiorenni, che non hanno avuto accesso al diritto di difesa, nonostante la nomina di avvocato di fiducia”. Le condizioni continuano ad essere “insopportabili”. Riportate alcune testimonianze, voci drammatiche da quello che si continua a definire “inferno”: “È sempre più difficile qui. Siamo completamente da soli. Siamo in sciopero della fame perché continuano a volerci togliere i telefoni. Unico mezzo di comunicazione con l’esterno. Non sappiamo più cosa fare? Perchè nessuno viene a vedere qui come stiamo, come viviamo?”. “Da stamattina un nostro fratello è stato portato via. Gli hanno detto ‘prepara le tue cose, devi andare al consolato’. Non è più tornato”. “Tanti continuano a tagliarsi. Sono sempre col sangue addosso. Siamo abbandonati. Qui possono fare quello che vogliono, tanto nessuno vede niente”. Restiamo a fianco di chi si batte per la libertà, contro la violenza del regime detentivo e contro ogni frontiera”. La protesta non si ferma. (AGI)
MRG