La mafia ha messo gli occhi sul Recovery fund e sui vaccini


AGI – Gli aiuti ai comparti economici e agli operatori più danneggiati dal lockdown. Le risorse promesse del Recovery Fund. La distribuzione dei vaccini. C’è questo e molto altro ancora nel mirino delle mafie determinate a sfruttare fino in fondo “la grande opportunità” offerta dal Covid.

L’allarme arriva dal quarto report dell’Organismo permanente di monitoraggio ed analisi sul rischio di infiltrazione nell’economia da parte della criminalità organizzata di tipo mafioso, presieduto dal prefetto Vittorio Rizzi. Novantotto pagine di analisi e dati che disegnano uno scenario poco rassicurante, nel quale ‘ndrangheta, cosa nostra e camorra sono impegnate a ritagliarsi spazi sempre più ampi.

Le recenti indagini – spiega il documento – confermano il tentativo di “accedere illecitamente alle misure di sostegno all’economia, con modalità del tutto assimilabili a quelle adottate dalla più generale criminalità economico-finanziaria (falsificazione di documenti fiscali, utilizzazione strumentale di società cartiere, coinvolgimento di esperti giuridico-contabili)”; “ottenere, da parte delle strutture sanitarie interessate, il pagamento di prestazioni rese da aziende contigue attraverso condotte corruttive”; “infiltrarsi nei servizi di sanificazione che interessano le strutture turistico alberghiere e commerciali”.

Concreto anche “il rischio che la criminalità organizzata tenti di ‘accreditarsi’ presso gli imprenditori in crisi di liquidità per imporre il ricorso a forme di welfare mediante misure di sostegno finanziario, nell’ottica di salvaguardare la continuità aziendale e di subentrare poi negli asset proprietari o di controllo, oppure eserciti forme oppressive di usura anche verso le fasce più deboli della popolazione”. Non solo: “la prossima diffusione dei vaccini potrebbe costituire l’area di interesse dei gruppi criminali in funzione dell’elevata domanda e della fisiologica bassa offerta iniziale”.

A rischio sono tutti quei settori economici “resi maggiormente attrattivi dal protrarsi della pandemia (legati alla richiesta di presidi medico-sanitari, all’utilizzo dell’e-commerce, alla vendita al dettaglio di prodotti alimentari, ai servizi di pulizia e funebri)” e quelli “più colpiti dal protrarsi della crisi, acuita dalle misure restrittive adottate per frenare l’epidemia (commercio al dettaglio, turismo, trasporti, attività di intrattenimento)”.

L’Osservatorio non esclude nemmeno “il rischio che la criminalità organizzata possa sfruttare il disagio sociale esternato nelle manifestazioni” di protesta legate alle misure anti Covid, manifestazioni a volte “degenerate in gravi episodi di scontro con le forze di polizia”. Non a caso investigatori ed intelligence “stanno monitorando le dinamiche dei contesti sociali al fine di scongiurare possibili saldature tra il malcontento diffuso, generato da situazioni di difficoltà, ed il tentativo di gruppi criminali di mettere a rischio la tenuta dell’ordine pubblico”.

E se da un lato “l’attuale periodo di difficoltà e incertezza costituisce il contesto per la proliferazione dei sodalizi mafiosi interessati a lucrare sulle ingenti risorse economiche destinate a porre rimedio alla sfavorevole congiuntura economica”, dall’altro “la fase delicata che il Paese sta affrontando potrebbe ancor di piu’ esporre gli amministratori locali a forme di contestazione che talvolta sfociano in atti di intimidazione da parte di attori non strutturati che operano anche per ottenere una visibilità mediatica amplificata dalle proteste di piazza”.

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Fonte: cronaca agi