Un volume della collana “Miti Italiani” ripercorre la storia dell’attaccante del Cagliari e della Nazionale. Presentazione il 7 novembre al Teatro Lirico, nell’82° anniversario della nascita.
Ci sono campioni che diventano simboli per ciò che vincono e altri che lasciano un segno anche per le proprie scelte. Gigi Riva appartiene a entrambe le categorie: protagonista dello scudetto del Cagliari e delle imprese azzurre, legò la sua vita alla Sardegna, trasformando un’appartenenza sportiva in un rapporto profondo con un’intera comunità.
L’omaggio di Treccani
Secondo quanto riferisce l’AGI, Treccani dedica a Riva un volume della collana Miti Italiani, curato da Giorgio Pitzianti e corredato da immagini. La presentazione è prevista sabato 7 novembre, alle 20.30, al Teatro Lirico di Cagliari: il giorno in cui il campione, scomparso il 22 gennaio 2024, avrebbe compiuto 82 anni.
La serata riunirà autori e protagonisti dello storico scudetto del 1970, con testimonianze, letture e musica. Nel foyer sarà allestita una mostra dedicata all’attaccante.
Il libro attraversa la sua vicenda personale e sportiva: l’infanzia a Leggiuno, i lutti familiari, l’arrivo in Sardegna e l’affermazione nel Cagliari. Racconta anche gli infortuni e il carattere riservato di un uomo che mantenne un rapporto discreto con la celebrità.
Una storia che supera i risultati
Lo scudetto del 1970, conquistato con il Cagliari allenato da Manlio Scopigno, resta il vertice della sua carriera nel club. Con la Nazionale arrivarono il titolo europeo del 1968 e la finale mondiale del 1970. Le 35 reti in 42 presenze azzurre ne raccontano la straordinaria efficacia.
Ma il significato della sua storia comprende anche la decisione di rimanere a Cagliari nonostante le offerte dei grandi club. Una scelta professionale e personale che contribuì a renderlo una figura di riferimento per la Sardegna.
Il commento: una memoria da portare nei campi dei ragazzi
Celebrare Riva offre l’occasione di riflettere su uno sport nel quale il valore economico rischia spesso di occupare tutto lo spazio del racconto. La sua vicenda ricorda quanto possano contare il legame con una squadra, la dignità delle scelte e il rispetto di una comunità.
Occorre però evitare che il ricordo si fermi alla nostalgia. Il modo più concreto di onorare un campione popolare è rendere lo sport accessibile: impianti curati, società di base sostenute, costi compatibili con le possibilità delle famiglie e attenzione alla formazione dei giovani.
La storia di Riva può parlare ancora ai ragazzi, senza chiedere loro di imitare un’epoca lontana. Può insegnare che il successo comporta responsabilità e che una carriera acquista significato anche attraverso le persone e i luoghi ai quali si sceglie di restare legati.