Estienne de LA BOÉTIE


Enciclopedia Italiana (1933)
Scrittore francese, nato a Sarlat il 1° novembre 1530, morto di peste a Germignan presso Bordeaux il 18 agosto 1563. Consigliere al parlamento di Bordeaux (1553), vi ebbe a collega il Montaigne, col quale si legò di profonda e tenera amicizia e al quale soprattutto deve la sua celebrità.
La B. premorì al grande amico, che ne raccolse con trepida e religiosa cura i ricordi (Essais, I, xxv11) e gli scritti. I suoi ventinove sonetti sono tra i più squisiti della lingua francese, “pieni di gentilezza”, come li definiva il Montaigne, che li riproduceva negli Essais (I, xxviii) e ne curava un’edizione (Vers françois, 1572). Umanista e precoce lettore del greco, tradusse giovanissimo da Senofonte (La Mesnagerie) e da Plutarco (Les regles de mariage) il suo autore preferito (il Montaigne ne diede un’edizione nel 1571, insieme con i versi latini, con una breve prefazione). Ma l’opera che rese il nome di La B. celebre e discusso fu il Discours de la Servitude volontaire ou le Contr’un composto negli anni 1546-48 e rimaneggiato pare poco dopo il 1550, ma rimasto inedito fino al 1576. Sotto la lezione degli antichi, con una mentalità piuttosto libresca anziché attuale e programmatica, La B. celebrava la libertà popolare, istituzione naturale e divina, di contro all’assolutismo del tiranno; e poiché gli uomini sono nati liberi ed eguali, egli definiva la loro servitù “volontaria” in quanto non sanno opporsi con un “no” collettivo all’arbitrio del monarca. Il libro, tutto acceso di fervore repubblicano, ma con origini ideali e teoriche, acquistò significato propriamente politico e divenne arma polemica in mano dei protestanti, mentre per La B. non rivestì mai valore di rivolta come fanno fede i Mémoires sur l’édit de Janvier 1562 (ediz. Revue d’histoire litt., 1917), scritti un anno prima della morte.
Filosofo stoico, più che cristiano – e fu detto “une âme à l’ancienne marque” – La B. ebbe come unico miraggio della sua vita la saggezza, che è dominio di sé e comprensione del mondo, e per la quale anche la morte si trasfigura in un atto di conoscenza.

Ediz.: Il Discours, ed. di S. Goulart, in Les mémoires sur l’estat de la France sous Charles neuviesme, III, 1576; Øuvres complètes, ed. di L. Feugère, Parigi 1846; ed. di P. Bonnefon, Parigi 1892 (con introd.).
Bibl.: L. Feugère, E. de La B., sa vie et ses ouvrages, Parigi 1845; Prévost-Paradol, Les moralistes français, Parigi 1865; P. Bonnefon, Montaigne et ses amis, nuova ed., Parigi 1892; J. Barrère, E. de La B. contre N. Machiavel, Bordeaux 1908; L. Delaruelle, L’inspiration antique dans le “Discours”, in Revue d’histoire littér., 1910.
Di Salvatore Battaglia – fonte: https://www.treccani.it/