Eravamo bambini, il buco nero in noi

Roma, 15 mar. (askanews) - Martin Provost torna al festival del cinema francese Rendez-Vous, giunto alla XIV edizione, per presentare in anteprima italiana, il 3 aprile, il suo "Ritratto di un amore - Bonnard, Pierre e Marthe", film di apertura della manifestazione in programma dal 3 al 7 aprile al Cinema Nuovo Sacher di Roma e che poi farà tappa con sezioni speciali e ospiti, a: Bologna, Firenze, Milano, Napoli, Torino. Presentato nella sezione Cannes Première 2023, il film racconta la relazione passionale e artistica tra il celebre pittore Pierre Bonnard e la sua compagna di arte e vita, Marthe, interpretati da una formidabile coppia di attori: Vincent Macaigne e Cécile De France. È su questo doppio ritratto di coppia che Provost poggia il suo sguardo, indagando l'amore, la passione, la vita d’artista in un'opera di grande sensualità, impregnata di luce e malinconia. Al suo ottavo film, il regista ritrova i temi che gli sono più cari: il rapporto tra vita e creazione, ma soprattutto l’emancipazione femminile, il rapporto delle donne in relazione al mondo dell’arte e delle istituzioni. Perché, da una ventina di anni, dai suoi primi film, La Belle épouse, Séraphine (César del miglior film), Violette, il cinema di Provost non fa che parlare di donne e di stare dalla parte delle donne. Quando il pittore francese Pierre Bonnard - post-impressionista amico di Degas e Renoir - incontra Marthe de Méligny, cerca solo una modella disposta a posare per lui. Quello che trova è molto più di una musa: Marthe si rivela un’anima affine, una compagna d’arte e di vita, una donna dallo spirito moderno e indipendente. Il celebrato regista Martin Provost (Séraphine, Violette) racconta questa relazione densa di fascino in un film lirico e commovente, un’emozionante esplorazione del confine tra arte e vita che ha incantato il festival di Cannes. Il film esce in sala il 16 maggio distribuito da I Wonder Pictures e Unipol Biografilm Collection. DOMINIQUE ABEL e FIONA GORDON presentano a Roma al Cinema Nuovo Sacher, sabato 6 aprile, in anteprima italiana, L'ÉTOILE FILANTE | I MISTERI DEL BAR ÉTOILE.. Sette anni dopo il successo di Paris Pieds Nus, presentato al festival Rendez-Vous, Abel e Gordon tornano con il loro charme inconfondibile, burlesque e poetico, in una commedia che si vena di noir. Al quinto lungometraggio, presentato in apertura al Festival di Locarno 76, ritroviamo i due funamboli alle prese con una stravagante inchiesta poliziesca. A suon di sofisticate gag, coreografie raffinate e buffe, una armoniosa palette di colori primari, il duo, rovistando nel passato dei personaggi, illumina il loro presente. Puro distillato di gioiosa e infantile malinconia, un concentrato del cinema cui Abel e Gordon ci hanno abituati. Boris è un ex attivista che lavora in incognito in un bar, L'Étoile filante. Quando una delle sue vittime lo riconosce e si presenta nel locale per vendicarsi, Boris riesce a salvarsi. Sfruttando l'opportunità di farsi scambiare per il suo sosia, il depresso e solitario Dom, Boris pianifica la fuga insieme all'ingegnosa compagna Kayoko e al loro amico Tim, ma i tre non hanno fatto i conti con la detective privata Fiona, la sospettosa ex moglie di Dom. Al loro quinto film, Abel e Gordon passano dalla commedia al noir, senza perdere un grammo del loro umorismo tragicomico e del loro stile poetico e surreale. Il film uscirà in sala il 18 aprile distribuito da ACADEMY TWO. FEMMINILE PLURALE | Il cinema giovane di Rendezvous 2024 La XIV edizione di Rendez-Vous si fa manifesto del cinema francese al femminile, segnando il tempo di una giovane generazione – ma non solo- che pone al centro storie di donne che celebrano il femminile plurale. Se l’ultimo numero dei Cahiers du Cinéma titola: Les femmes sont dans la place ! indagando anche in termini numerici la presenza e il percorso di questo cinema, Rendez-Vous è felice di portarne in Italia un assaggio. Sono storie irriverenti e anticonformiste, che si tratti di cinema pop o d’autore. Ecco qualche anticipazione. DELPHINE DELOGET, accompagnata dalla protagonista VIRGINIE EFIRA, presenta a Roma, al Cinema Nuovo Sacher, venerdì 5 aprile, in anteprima italiana, RIEN À PERDRE | NIENTE DA PERDERE. L’opera prima di Deloget, reporter e cinéaste du réel, conferma le sue doti registiche come il talento di Virginie Efira, nel ruolo intenso e commovente di una madre che lotta contro un errore giudiziario che le ha portato via suo figlio. Un dramma sociale ritmato ed emozionante, indagato con uno sguardo puro, distaccato, con la macchina da presa che resta incollata alla sua protagonista. “Volevo filmare”, dice la regista, ”quello che resta in una famiglia, quando tutto esplode”. Il film è stato presentato a Cannes, nella sezione Un Certain Regard 2023. Sylvie (Virginie Efira) vive a Brest con i due figli, Sofiane e Jean-Jacques. Una notte, Sofiane si fa male mentre è solo in casa e la madre è al lavoro. I servizi sociali vengono allertati e il bambino è affidato ad un istituto. Convinta di essere vittima di un errore giudiziario e forte dell'amore dei suoi figli, Sylvie cerca di riconquistare Sofiane ad ogni costo. Nel suo passaggio dal cinema del reale alla fiction, Delphine Deloget indaga le zone d'ombra della nostra società in un avvincente e straziante dramma sociale su una madre imperfetta e coraggiosa che si rifiuta ostinatamente di conformarsi al sistema. Il film uscirà in sala il 25 aprile distribuito da WANTED CINEMA. IRIS KALTENBÄCK presenta a Roma al Cinema Nuovo Sacher, domenica 7 aprile, LE RAVISSEMENT. Presentato alla Semaine de la Critique, pluripremiato e amato dalla critica, il film di esordio di Kaltenbäck è un commuovente e misterioso thriller dell’anima, affidato all’eccellente interpretazione di Hafsia Herzi. Come una bugia può capovolgere tutto e far emergere una verità più grande? Da questi interrogativi nasce una poetica cronaca della solitudine urbana di una giovane donna in una Parigi inconsueta, riflessione altra sulla maternità e sul femminile. Lydia (Hafsia Herzi) è un'ostetrica concentrata sulla sua carriera in un ospedale parigino. Appena lasciata dal fidanzato, viene a sapere della gravidanza della sua migliore amica Salomé (Nina Meurisse) e intravede la possibilità di una relazione nell'incontro occasionale con Milos (Alexis Manenti). È la miccia che accende un piano che la farà sprofondare in un vortice di solitudine e menzogne. Al suo primo lungometraggio dopo aver studiato alla Fémis e lavorato nello studio di un avvocato penalista, Iris Kaltenbäck gira un dramma intimo e personale sul rapporto con la maternità e sul senso di colpa. Prix Sacd de la Semaine della Critique, Prix Lumière, Prix Louis-Delluc e Premio del sindacato della critica come miglior opera prima. Il film uscirà in sala ad aprile distribuito da SATINE FILM DISTRIBUZIONE. OSPITE D’ONORE CATHERINE DENEUVE | Icône in liberté Ospite d’onore della XIV edizione di Rendez-Vous è CATHERINE DENEUVE. Riconosciuta nel mondo intero per il suo talento di attrice, camaleontica e ribelle, insofferente agli schemi, oltre sessant'anni di carriera, più di 120 film, una carriera in divenire, Catherine Deneuve è una icona ultramoderna che sfugge alle definizioni. Stella assoluta del cinema francese, riesce a donare a ogni ruolo una piccola verità di sé, pur mantenendo una distanza di sicurezza che le permette di coltivare un’eterna aura di mistero. Ci sorprende ancora con il ruolo brillante e irresistibile di Bernadette, ovvero Madame Chirac, nella commedia incentrata sulla figura della moglie del due volte Presidente francese. L’attrice presenterà - il 7 aprile a Roma, al Cinema Nuovo Sacher, in anteprima italiana - al fianco della regista LÉA DOMENACH: BERNADETTE | LA MOGLIE DEL PRESIDENTE Bernadette Chodron de Courcel (Catherine Deneuve) è la première dame di Francia, moglie del presidente Jacques Chirac (Michel Vuillermoz). Quando entra finalmente all'Eliseo, dopo aver lavorato una vita intera all'ombra del marito, spera di ottenere il posto che le spetta. Messa da parte perché giudicata troppo antiquata, fredda e austera, Madame Chirac decide di prendersi la sua rivincita diventando la first lady più amata dai francesi. Al suo esordio, Léa Domenach firma un biopic irriverente e anticonformista: il ritratto di una donna che si libera dal suo stereotipo per trasformarsi in un'icona femminista, incarnata da una Catherine Deneuve pop e regale insieme. « Il film racconta la rivincita di una donna che, troppo a lungo imprigionata nel suo ruolo di mamma e moglie, prende in mano il suo destino » racconta la regista che sottolinea come il racconto sia costruito in un equilibrio tra realtà e finzione, una sorta di falso biopic in cui « Bernadette è prima di tutto l’eroina di una favola e di una satira bienveillante ». BERNADETTE con il titolo: LA MOGLIE DEL PRESIDENTE arriverà nelle sale l’11 aprile 2024 distribuito in Italia da EUROPICTURES. La delegazione francese sarà ospite del Sofitel Rome Villa Borghese dove si svolgeranno anche gli incontri stampa. Le proiezioni sono in versione originale con sottotitoli in italiano. Il più prestigioso evento cinematografico italiano dedicato al cinema francese, nasce da un'iniziativa dell’Ambasciata di Francia in Italia, è realizzato dall'Institut français Italia, co-organizzato con Unifrance, l'organo di promozione del cinema e dell'audiovisivo francese nel mondo. Il responsabile del progetto è Rémi Guittet, la direzione artistica è affidata a Vanessa Tonnini. Il festival beneficia del sostegno di BNL BNP Paribas, di Borsalino, di Château Livran, dell'Hotel Sofitel Rome Villa Borghese e della Fondazione Nuovi Mecenati - fondazione franco-italiana per la creazione contemporanea.


L’infanzia spezzata di un gruppo di amici fraterni e l’occasione della vendetta, sono i due cardini intorno ai quali si muove Eravamo bambini, il dramma a tinte noir di Marco Martani che porta sul grande schermo uno dei maggiori successi teatrali di Massimiliano Bruno (qui co-sceneggiatore con il regista), il monologo Zero che aveva debuttato nel 2005.Sul palcoscenico era Bruno a incarnare tutti i personaggi, qui prendono vita con un talentuoso cast corale che comprende Lorenzo Richelmy, Alessio Lapice, Lucrezia Guidone, Giancarlo Commare, Francesco Russo, Romano Reggiani e Massimo Popolizio.
Il film prodotto da Minerva Pictures e Wildside con Vision Distribution e Sky, aveva debuttato alla Festa del cinema di Roma in Alice nella città e arriva in sala in circa 50 copie con Europictures dal 21 marzo. È sempre “molto affascinante esplorare la parte dark, quel piccolo, torbido buco nero che ognuno ha dentro. Indagare su quali siano i nostri limiti, fin dove ci spingeremmo in una situazione estrema – spiega Massimiliano Bruno -. Leggendo certi fatti di cronaca, anch’io spesso mi chiedo come reagirei, se mi ritrovassi in certe circostanze”. In un racconto che mescola più piani temporali, a dover trovare la risposta sono cinque amici d’infanzia diventati adulti, tutti alle prese con profonde fratture interiori nate da un violento trauma a cui sono sopravvissuti 20 anni prima. Si ritrovano molto tempo dopo nel paese calabrese della prima parte della loro vita, per fare i conti, a modo loro, con quanto accaduto. Conosciamo così Gianluca (Lapice), poliziotto che non sa controllare le proprie reazioni; Walter (Richelmy) rockstar che dà voce ai propri demoni sul palco; Margherita (Guidone), tanto dedita al fratello pieno di problemi, Andrea (Reggiani), quanto instabile nel controllo dei rapporti, anche sentimentali. Ad accoglierli in paese c’è l’unico degli amici che non se n’è andato, soprannominato da tutti Cacasotto (Russo). Con loro, assume un ruolo anche Peppino (Commare), figlio del potentissimo e malavitoso onorevole Rizzo (Popolizio).
“È una storia che attraverso il concetto di genere ci ha permesso di lavorare su una tematica che ci stava a cuore – sottolinea Martani che torna al noir oltre 16 anni dopo Cemento armato – le generazioni a confronto, il modo in cui le vecchie generazioni hanno schiacciato le nuove”. Sviluppare tre piani temporali intrecciati che diventano una storia unica, “ci ha permesso di raccontare personaggi così estremi mostrandone anche le fragilità”. Bruno ha genitori calabresi e quando ha scritto il monologo 20 anni fa voleva raccontare “un po’ delle dinamiche viste tra mio nonno e mio padre – spiega -. Poi mi sono accorto di come fosse possibile ritrovarle in tutti i contesti, politica compresa”, osserva. Nel monologo, incarnando tutti i personaggi, per far scorrere di più il racconto, “c’era anche della comicità. Marco non aveva questa esigenza. Eravamo bambini sembra un noir ma in realtà è un film drammatico sulla debolezza di persone che non riescono a fermarsi dal fare la cosa sbagliata e dal ripeterla, in un circolo vizioso dove non vince nessuno”. In un film corale “che punta sulla ricchezza dei personaggi, io ho lavorato sulla solitudine di Gianluca: sembra che non voglia essere a contatto con le altre persone invece è il contrario, ha il desiderio di liberarsi del male atroce che ha dentro”. Questi “non sono eroi che vanno in contro a una vendetta alla Kill Bill – sottolinea Lucrezia Guidone -. Ad esempio Margherita vive un po’ un’espiazione, anche dal punto di vista sessuale, dei pesi che porta nei confronti di tutti, ed ha un grande senso di protezione nei confronti del fratello, non vuole perda l’innocenza dell’infanzia”.

Fonte: ANSA