Equitalia: Chiede ad un bambino di 12 anni le tasse arretrate, per un bollo non pagato nel 1997, prima che lui nascesse


Una storia davvero assurda quella che e’ successa ha Fasano, dove viene messa in causa la fatidica Agenzia di riscossione Equitalia, che manda delle tasse arretrate da pagare per un bollo del 1997. Ma fin qui tutto normale, la cosa assurda e che il debitore e’ solo un bambino di 12 anni, e l’infrazione e’ stata commessa tre anni prima che il bimbo nascesse. Si chiama Antonio e frequenta la seconda media in un paesino nei pressi appunto di Fsano, Locorotondo. Insomma un semplice ragazzino, che a questa eta’ non dovrebbe avere pensieri di debiti, bollette e tanto altro, che possa influenzare la sua responsabilita’. Ma cosi’ non e’ perche’ Equitalia gli ha riscontrato e maturato un debito da oltre 1000 euro, precisamente 1.138,77 tra tasse, penali ed interessi, tutto a carico del ragazzino di 12 anni, per un bollo d’auto non pagato. Una vicenda che sa davvero dell’incredibile e sempre di piu’ esistono riscontri che lo facciano pensare, perche’ Antonio un’auto non l’ha mai avuta, vista anche l’eta’ infantile e tra l’altro, nessuno nella sua famiglia e’ stato in possesso di quell’auto, con quel bollo da pagare da 15 anni. Comunque la vicenda e’ stata presa seriamente dal padre del ragazzino, un piccolo imprenditore, che rivolgendosi ad un commercialista di fiducia, ha scoperto che il sollecito di pagamento risale ad una vecchia Renault 9 del 1985, che appunto, come detto in precedenza nessun membro della famiglia ha mai posseduto. La vicenda dallo scorso Aprile e’ stata fatta presente a chi era di competenza, ma da allora L’agenzia delle Entrate, non si e’ mai preoccupata a mandare un suo funzionario per accertarsi della vericita’ dell’accaduto, anzi, in un’ennesima lettera di sollecito precisa che per legge sono tenuti a svolgere ogni azione utile per la riscossione delle somme iscritte a ruolo. Ma papa’ Arcangelo, questa volta non ci sta e andra’ mfino in fondo a questa storia, sfogandosi con i media che e’ l’ora di finirla con queste ingiustizie burocratiche.