Democrito. Etica


di Gianni De Iuliis

L’etica di Democrito (Abdera 460 ca-360/350ca) si lega alla sua visione materialistica, razionalistica e meccanicistica.
Possiamo definire la sua concezione etica una sorta di RAZIONALISMO MORALE: la ragione è l’unico giudice e guida della vita morale e dell’esistenza dell’uomo. Il supremo ideale di condotta è ispirato all’equilibrio e alla misura.
La ragione conduce l’uomo al bene più alto, che è la FELICITÀ. Essa risiede nell’interiorità dell’anima e senza la guida della ragione diventa vanità e crea turbamenti irrazionali, desideri impossibili e irrealizzabili, insoddisfazioni, paure, invidie.
Per alcuni versi Democrito anticipa la visione morale kantiana, parlando di ETICA DEL DOVERE FONDATA SUL RISPETTO VERSO SE STESSI.
Come per i pensatori sofisti, possiamo parlare a proposito di Democrito di COSMOPOLITISMO: per il saggio la patria dell’anima eccellente è tutto il mondo e non il ristretto ambito della polis, nel senso che fonda la morale sull’interiorità dell’uomo e non solo sui costumi della polis. Assistiamo, visti anche i problemi cronologici di cui abbiamo già parlato, a un progressivo distacco dei filosofi dal loro ambiente sociale, aprendo nuove vie al discorso sociale (crisi della polis ed ellenismo).
Le posizioni etiche democritee sono state tacciate di forte individualismo. Secondo Abbagnano tali critiche sono un errore, poiché Democrito esprime con la sua filosofia la difesa dei valori della conoscenza, della cultura, dell’interiorità, rompendo con una tradizione che fondava la morale su ricchezza, violenza, vanità.
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