CONFEDERCONTRIBUENTI, L’USURA BANCARIA RIMANE TABU’

Una persona conta alcune banconote in una banca, Pisa, 15 maggio 2012. ANSA / FRANCO SILVI


Roma, 20 settembre 2016 – Un’ estate particolare quella che abbiamo vissuto: lotte politiche, battaglie tra si e no, brexit, immigrazione, purtroppo terremoto e ancora tanti argomenti di cui parlare.

“Tutti dimentichiamo un grande tema che guarda caso tocca migliaia di famiglie che è quello del credito legale ovvero un credito vantato dalla presenza di un titolo (mutuo o cambiale). Spesso questo credito non è a debito delle famiglie ma a credito in presenza di tassi usurai nei contratti di mutuo. Purtroppo pare  che se una persona denuncia la banca diviene impossibile ottenere giustizia.
Il Commissario Antiracket ne parlava fin dal 2015 nella relazione annuale per il 2014, ma ad oggi niente. Credo sia giunta l’ora di non continuare ad essere morti viventi senza tutele e senza diritti, se denunciare deve essere un dovere, tutelare il denunciante deve essere ancora più importante, aiutare chi ha denunciato deve essere la priorità eppure nessuna tutela è posta in tal senso” – commenta Paolo De Carlo di Confedercontribuenti Alberobello.

Si domanda la sospensione e non la si ottiene nel 95% dei casi nonostante si apre un procedimento nominando un CTU ma  il tempo passa e la vittima di usura viene lasciata.

“In questi momenti la C.R. della Banca d’Italia deve essere sospesa o quanto meno andrebbe modificati  l’art 50 del TUB e la art.20 della legge 44/99. Anche  la stessa legge 3/2012 sull’esdebitazione, perchè chi aspetta Giustizia non deve perire di ingiustizia” – conclude De Carlo.

“Come Confedercontribuenti stiamo sollecitando la nomina del nuovo commissario antiracket e antiusura affinché le pratiche non rimangano nel dimenticatoio e soprattutto stiamo promuovendo azioni che sburocratizzano l’iter risarcitorio” – interviene Carmelo Finocchiaro presidente nazionale di Confedercontribuenti.