Confermato al 2,50% il tasso sui depositi e al 2,65% quello sui rifinanziamenti principali. La presidente lascerà il 7 febbraio 2027: si apre la successione alla guida dell’Eurotower.
La Banca centrale europea mantiene invariati i tassi di interesse. Nella riunione del 29 ottobre il Consiglio direttivo ha confermato il tasso sui depositi al 2,50%, quello sulle operazioni di rifinanziamento principali al 2,65% e quello sui prestiti marginali al 2,90%. La decisione arriva in un quadro nel quale il rincaro dell’energia minaccia contemporaneamente la stabilità dei prezzi e la crescita economica.
Nella stessa giornata Christine Lagarde ha comunicato che lascerà la presidenza il 7 febbraio 2027. La BCE ha confermato ufficialmente la decisione, precisando che il successore sarà nominato dal Consiglio europeo secondo la procedura prevista dai Trattati. Secondo le dichiarazioni riportate dalla stampa, Lagarde intende recuperare libertà di espressione e di impegno su questioni esterne alla politica monetaria.
Il credito resta il punto sensibile
Per famiglie e imprese, la conferma dei tassi non equivale automaticamente a condizioni bancarie più favorevoli. Il costo effettivo dei finanziamenti dipende anche dalle condizioni di mercato e dalle valutazioni degli intermediari.
La stessa BCE segnala un irrigidimento delle condizioni finanziarie rispetto alla precedente riunione. Francoforte mantiene quindi un approccio legato ai dati, senza anticipare un percorso prestabilito dei tassi.
Qui emerge il problema economico e politico: contrastare l’inflazione è necessario, ma un credito oneroso può frenare investimenti, acquisti e attività produttiva. Se la pressione sui prezzi nasce dall’energia, la risposta europea deve comprendere anche interventi sulle forniture, sulle infrastrutture e sulla vulnerabilità delle imprese ai rincari.
La successione non oscuri l’economia reale
L’uscita anticipata di Lagarde apre un passaggio importante per l’istituzione. La scelta del successore dovrà garantire autorevolezza e indipendenza, evitando che il confronto si riduca a una competizione tra governi.
Intanto restano le esigenze di chi deve finanziare un investimento, acquistare una casa o sostenere la propria attività. È su questo terreno che va valutata la capacità dell’Europa di accompagnare la stabilità monetaria con politiche efficaci per la crescita.