Addio a Roncoroni, maestro di grammatica e studioso di D’Annunzio


Si è spento domenica scorsa, a Como, Federico Roncoroni. Intellettuale, scrittore, linguista di chiara fama. Nel capoluogo lombardo era nato 76 anni fa. La sua “Grammatica essenziale della lingua italiana” (Mondadori) è tra i testi più adottati in assoluto nelle scuole italiane e resta a tutt’oggi un manuale fondamentale per gli studenti. Alla sua firma si deve anche il celeberrimo “Testo e contesto. Guida all’analisi delle opere degli autori nel loro tempo” su cui si sono formate più generazioni.

Alla sua vita di “professore a distanza prestato ai libri” – secondo una sua stessa locuzione –  Roncoroni era arrivato dopo vent’anni di insegnamento (e tutt’oggi schiere di studenti lo ricordano come un docente straordinario).

Stretto collaboratore e amico di Piero Chiara, Roncoroni di tanto in tanto concedeva ai suoi lettori qualche rarità, qualche chicca tratta dalle carte private dello scrittore di Luino che lo lasciò erede del suo patrimonio letterario. Nel volume “In Viaggio”, edito da Aragno, opera cui Roncoroni tenne molto, sono raccolti, con la sua amorosa curatela, testi sparsi di Chiara. Alla collaborazione con Chiara, ancora, si devono una traduzione del “Satyricon” di Petronio e una minuziosa e acuta “Vita di Gabriele d’Annunzio” che riscontrò un grande successo.

A proposito di D’Annunzio sono da ricordare le curatele di volumi preziosi (“Il piacere”, “Alcyone”, “Solus ad solam” e le “Lettere d’amore a Barbara Leoni”); non sono da meno l’edizione di un epistolario inedito di Carlo Emilio Gadda, la raccolta di poesie “Nella deriva del tempo” (ES Edizioni 2007), tradotte anche in spagnolo, e il “Manuale di scrittura non creativa”, pubblicato nel 2010 nella BUR.

Roncoroni amava la scrittura aforistica tanto da tenere diverse rubriche in diversi giornali. Una selezione delle sue ricerche apparve nel fortunatissimo “Il libro degli aforismi” (uscito per Mondadori e giunto oggi alla 28esima edizione). Raffinato cultore d’arte andava abbinando parole ad immagini, come in “Un incanto senza fine” (NodoLibri) e, più in generale, nei suoi racconti e sui suoi profili social.

L’esordio narrativo risale al 2010 con i racconti dell’importante “Sillabario della memoria”, pubblicato da Salani, la cui ultima edizione aggiornata è del 2019.

Nel 2013 uscì il suo primo romanzo “Un giorno, altrove”, edito da Mondadori, che ottenne grande apprezzamento sia dalla critica sia dal pubblico (successivamente, nel 2020, il titolo entrò anche negli Oscar). Nel 2015 aveva peraltro pubblicato per A. Mondadori una raccolta di racconti di passione linguistica, letteraria e libraria intitolata “In principio era la parola” – all’antologia di testi poetici e sorprendenti, in libretto, rivolti a un pubblico di amorevoli piccoli lettori, Roncoroni era già arrivato nel 1998 con le “Filastrocche ocche ocche” (Einaudi).

Per Mondadori education sono usciti anche i titoli “Parole. Un dizionario privato” (2016), “Ingiurie & Insulti. Un manuale di pronto impiego” (2017) e “Libere letture” (2018). Il libretto “Ave Maria” era stata edito, invece, nel 2015 dal quotidiano La Provincia di cui Roncoroni era affezionato collaboratore. Più di recente: con plaquette di tiratura limitatissima, riservati agli amici più cari, proseguiva la sua passione letteraria.

Il funerale si è svolto a Como, in forma strettamente privata, il 3 febbraio. Per volontà dello stesso Federico Roncoroni la notizia della sua scomparsa è stata diffusa a esequie concluse.

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Fonte: cultura agi