Confedercontribuenti, una grande famiglia dove c’è posto per tutti


La Confederazione non lesina sforzi e impegno a difesa e a tutela di cittadini e imprese. Carmelo Finocchiaro la presiede da anni, senza soste, senza se e senza ma. Aumentano le iscrizioni in tutta Italia

di Salvo Cona

La Confedercontribuenti non ha mai lesinato sforzi e impegni. Si sa. Questo è sotto gli occhi di tutti, anzi di tutta Italia. E abbastanza note sono le lotte portate avanti da sempre a difesa e a tutela dei contribuenti e delle imprese che, purtroppo, oggi devono fare i conti quotidianamente con una grave e spietata crisi economica che ha determinato una notevole flessione delle proprie attività economiche, alla quale si aggiungono gli effetti negativi e talvolta devastanti che sta producendo questa dannata pandemia.
Si parla di emergenza sanitaria, ma altrettanto importante è quella economica e sociale che ne scaturisce, certamente da non sottovalutare, perché sta portando all’esasperazione intere famiglie e categorie produttive che sono invece alla ricerca costante di soluzioni immediate e risolutive, finalizzate alla ripresa di una condizione deleteria dalla quale nulla si presagisce di buono. E a farsi portavoce di questo sono i vertici di Confedercontribuenti, che ogni santo giorno fanno da sentinella ai cittadini che lamentano di trovarsi da soli e in mille difficoltà, alla ricerca di uno spiraglio che gli permetta di reagire e sopravvivere rispetto a quanto sta accadendo nel nostro Paese.
In primis è Carmelo Finocchiaro a non demordere, ergendosi a paladino di chi voce non ha. Presiede a livello nazionale con meritoria dedizione e passione la Confedercontribuenti, una grande famiglia dove c’è posto per tutti. Infatti stanno crescendo le adesioni che attestano la valenza e l’efficacia delle lotte e comunque della buona volontà e dei buoni propositi che caratterizzano l’operato di Carmelo Finocchiaro, quale principale leader di Confedercontribuenti che in lui si riconosce e in lui basa la sua forza, quale sprone per andare avanti e non desistere nel rappresentare all’opinione pubblica questioni a volte anche spinose o roventi.
Nel presidente si riconoscono diverse centinaia di migliaia di iscritti che fanno riferimento anche agli altri validi vertici nazionali e regionali, fra di loro molte donne di indubbia capacità, che spiccano anche in ambito nazionale. Tra queste la veneta Raffaela Zanellato che ricopre la carica di vicepresidente nazionale, assieme agli altrettanto intraprendenti due vicepresidenti nazionali, che sono Alfredo Belluco e Alessandro Ciolfi. Non ultimo il segretario nazionale Ettore Minniti, che si sta prodigando per tessere le fila di una Confederazione più forte e più capillare.
Per tutti loro i contribuenti – siano essi cittadini che imprese – non devono essere considerati solo come “limoni da spremere”, ma una componente importante della popolazione sulla quale poggia gran parte dell’economia di questo Paese, che fino a “ieri” si è sorretto sulle loro spalle, ma che oggi li sta sprofondando sotto terra. Una situazione deplorevole, che va presto modificata e sulla quale urge intervenire.
Appelli, levate di scudi e grida di allarme si susseguono da parte di Confedercontribuenti che chiede a ogni governo di non accanirsi ulteriormente sui cittadini, i quali peraltro proprio in questo momento stanno boccheggiando. Il quadro con cui si confronta Confedercontribuenti non è certamente dei migliori, essa porta avanti una strenua lotta caratterizzata da un panorama di eventi negativi, ai quali non bisogna soggiacere, evitando di farsi prendere dallo sconforto: attività cessate, altre che rischiano di scomparire; famiglie stremate dalla mancanza di guadagni e sostentamenti necessari per il vivere quotidiano; persone che da un giorno a un altro si vedono togliere all’asta perfino la propria abitazione o l’immobile dove volevano fare impresa, unico strumento per riprendere ossigeno e risollevarsi; una tassazione smodata che non tiene conto di nessuna giustificazione; un sistema bancario blindato che detta le regole di un’economia che dovrebbe essere a favore e non a discapito di cittadini e imprese.
Confedercontribuenti da sempre – così come esplicitato instancabilmente dal suo presidente nazionale Carmelo Finocchiaro – invita i governi che si sono susseguiti a “non essere forti con i deboli e deboli con i forti”. A tal proposito, sempre su input del suo leader, la Confedercontribuenti si sta riorganizzando e lo sta facendo già con grande entusiasmo di tutti coloro che da ogni parte d’Italia chiedono ogni giorno di iscriversi a questa grande associazione di categoria, uomini e donne tutti uniti dalla voglia di ricostruire un tessuto produttivo in pericolo, chiedendo giusti interventi e giuste leggi a chi ci governa, allo scopo di far rinascere un’Italia… quella dei contribuenti… che possa essere messa di nuovo in grado di fare il proprio dovere e non pensare invece a come sopravvivere.
Si dia tempo e modo a cittadini ed imprese di rimettersi in sesto e non si continui a bastonarli. Perché, una volta resi impotenti e inservibili, come potranno mai più contribuire all’economia italiana, come facevano “ieri”, quando erano anche fonte di occupazione?
Le richieste del presidente nazionale di Confedercontribuenti ai vari Ministeri competenti di sedersi attorno a un tavolo per discutere e confrontarsi non sono altro che un modo o un’occasione, seppur formale, per dire loro come la pensano i contribuenti italiani, proprio quelli che lo Stato deve sostenere, tutelare e aiutare, ma non annullare… rendendoli improduttivi e inservibili: se sono i contribuenti ad alimentare le casse dello Stato, una volta che non avranno più da dare, come potranno più continuare a farlo? Vale la pena quindi metterli in difficoltà e non aiutarli? Poi sì che diventeranno un peso per lo Stato che si ritroverà gente non più produttiva, ma da mantenere in qualche modo o aiutare ad andare avanti, magari nella ricerca quotidiana di un pezzo di pane e di pochi spiccioli per sbarcare il lunario. Si vuole questo? Quindi, chi di dovere non lasci indietro nessuno, adesso che ancora siamo forti e possiamo farcela tutti insieme e uniti, cittadini, imprese e governanti.