16 settembre 1975.  La Papua Nuova Guinea ottiene l’indipendenza dall’Australia


 

 

di Gianni De Iuliis

 

Quando arrivarono i primi europei gli abitanti della Nuova Guinea e delle isole vicine – mentre si servivano ancora di utensili di osso, legno e pietra – avevano già un’agricoltura discretamente efficiente. Commerciavano lungo la costa, soprattutto in vasellame, monili di conchiglia e vettovaglie; nell’interno i prodotti della foresta erano scambiati per ottenere conchiglie e altre merci provenienti dalla costa.

I primi europei ad avvistare la Nuova Guinea furono probabilmente i portoghesi e gli spagnoli che facevano rotta nel Pacifico meridionale all’inizio del XVI secolo. Nel 1526-27 l’esploratore portoghese Jorge de Menezes si imbatté accidentalmente nell’isola principale e si ritiene che l’abbia chiamata Papua, una parola malay per la cespugliosa capigliatura degli abitanti. Il termine Nuova Guinea fu applicato all’isola nel 1545 da uno spagnolo, Íñigo Ortiz de Retes, per via di una supposta rassomiglianza fra gli abitanti dell’isola e quelli della costa africana della Guinea.

Sebbene i navigatori europei visitassero le isole ed esplorassero le loro coste, le informazioni sugli abitanti dell’isola rimasero molto scarse fino agli anni Settanta dell’Ottocento, quando l’antropologo russo Nikolaj Miklucho-Maklaj compì una serie di spedizioni in Nuova Guinea, trascorrendo parecchi anni insieme alle tribù autoctone e descrivendo il loro stile di vita in un esteso trattato.

Le elezioni del 1972 portarono alla formazione di un governo presieduto da Michael Somare, che promise di portare il paese all’autogoverno e alla successiva indipendenza. Papua Nuova Guinea ottenne l’autogoverno il 1º dicembre 1973 e conquistò l’indipendenza il 16 settembre 1975. Le elezioni del 1977 confermarono Michael Somare alla guida del governo, sostenuto da una coalizione di maggioranza attorno al partito Pangu; tuttavia il governo cadde su un voto di fiducia nel 1980 e fu sostituito da un governo guidato da Sir Julius Chan.