Type to search

Amnesty International: l’articolo di Peter Benenson ne ispirò la fondazione

Share

 

Fu grazie all’articolo “The Forgotten Prisoners” di Peter Benenson, che denunciava l’oblio creatosi intorno alla condanna al carcere di due giovani portoghesi, sotto la dittatura portoghese di Salazar, che ispirerà la nascita di Amnesty International. Fondata il 28 maggio 1961 dall’avvocato Peter Benenson, per l’appunto, si prefigge di promuovere il rispetto dei diritti umani così come sanciti dalla Dichiarazione universale dei diritti umani; l’organizzazione è composta, attualmente, da sette milioni di soci residenti in 150 nazioni differenti.

Riceve il Premio Nobel per la pace nel 1977 per la “difesa della dignità umana contro la tortura, la violenza e la degradazione”. Il simbolo di Amnesty International è una candela attorcigliata in un filo spinato, metafora di un campo di prigionia. Simboleggia, principalmente, la detenzione e la violazione dei diritti umani nei confronti dei prigionieri di coscienza; la candela accesa è sinonimo di speranza nella giustizia e di lotta. Una volontà che l’organizzazione sottolinea poiché si deve far luce su ogni azione che viola i diritti fondamentali dell’uomo.

Amnesty International, gli scopi che si prefissa

Amnesty International è un’organizzazione che si batte a favore delle persone in carcere per motivi di coscienza. Combatte i pregiudizi, quelle idee lacunose che vedono prigionieri uomini o donne, le cui credenze, etnie, ideologie politiche o religioni professate li hanno condotti alla privazione della libertà. L’organizzazione fondata da Peter Benenson si oppone fermamente ad ogni forma di tortura ed alla pena di morte. Il suo obiettivo è quello di operare nella ricerca, per fare in modo che cessino soprusi che vanno a minare i diritti fondamentali di ognuno, la libertà di espressione e di coscienza.