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Al Policlinico di Milano arrivano i corsi per imparare a fare i papà: «Anche gli uomini possono vivere il disagio del post partum»

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Tutto esaurito per il primo degli incontri autunnali rivolti ai neo padri. Uno spazio per parlare di paure, cambiamenti nella coppia, rapporto con il neonato e difficoltà emotive spesso tenute nascoste

Diventare padre non significa semplicemente festeggiare una nascita. Cambiano gli equilibri della coppia, le responsabilità, il sonno, le abitudini e, qualche volta, anche il modo nel quale un uomo percepisce se stesso.

Da questa consapevolezza nasce l’iniziativa del Policlinico di Milano, dove sono stati organizzati incontri specificamente dedicati agli uomini che stanno per diventare padri o che hanno appena vissuto la nascita di un figlio.

Il primo dei quattro appuntamenti autunnali ha registrato il tutto esaurito, secondo quanto raccontato da Zita Dazzi su la Repubblica. Un dato che rivela quanto sia forte un bisogno del quale, fino a pochi anni fa, si parlava pochissimo.

«Rispondiamo a ogni tipo di domanda»

Gli incontri consentono ai partecipanti di confrontarsi direttamente con le specialiste e di porre domande anche molto concrete.

Come comportarsi nei primi giorni? Come aiutare la propria compagna? Come costruire un rapporto con il neonato? È normale sentirsi inadeguati? Cosa fare quando stanchezza e paura prendono il sopravvento?

Non esistono domande inutili quando nasce un figlio.

Ed è forse proprio questa la forza dell’iniziativa: creare uno spazio nel quale anche gli uomini possano ammettere di non sapere, chiedere aiuto e raccontare le proprie difficoltà senza sentirsi giudicati.

Quando anche il papà sta male

C’è poi un aspetto molto più delicato.

Le specialiste che seguono i neo padri spiegano che alcuni uomini manifestano condizioni che possono ricordare una sorta di depressione post partum.

La depressione perinatale paterna è un fenomeno riconosciuto dalla letteratura scientifica, anche se è meno studiato e individuato rispetto alla depressione materna. Può manifestarsi con tristezza, irritabilità, ansia, isolamento, difficoltà nel rapporto di coppia o una sensazione persistente di inadeguatezza.

Non significa naturalmente che ogni momento di stanchezza o paura sia una patologia. Diventare genitori comporta inevitabilmente un periodo di adattamento.

Ma imparare a riconoscere quando il disagio diventa persistente può fare la differenza.

La paternità sta cambiando

Dietro l’iniziativa del Policlinico c’è anche una trasformazione culturale.

Per generazioni il ruolo paterno è stato raccontato prevalentemente attraverso il lavoro e il sostegno economico della famiglia. La cura quotidiana del bambino veniva invece attribuita quasi esclusivamente alla madre.

Oggi questo modello sta cambiando.

Sempre più uomini vogliono partecipare direttamente alla crescita dei figli fin dai primi giorni: cambiare un pannolino, preparare un biberon, addormentare il bambino, accompagnarlo dal pediatra e condividere realmente il carico familiare.

Ma una maggiore partecipazione significa anche confrontarsi con emozioni e fragilità che in passato rimanevano spesso nascoste.

Imparare a essere genitori insieme

Un corso per neo padri non serve a consegnare un manuale del “papà perfetto”.

Serve piuttosto a far comprendere che la genitorialità si costruisce giorno dopo giorno.

E può avere un’altra conseguenza positiva: un padre più consapevole e presente significa anche una madre meno sola nell’affrontare il peso fisico ed emotivo dei primi mesi.

La nascita di un bambino riguarda entrambi.

Preparare gli uomini alla paternità significa quindi investire sulla salute della coppia e sul benessere dell’intera famiglia.

Il tutto esaurito registrato dal primo appuntamento milanese suggerisce che molti uomini aspettavano semplicemente che qualcuno aprisse quella porta.

Perché nessuno nasce padre. Padre si diventa. E chiedere come farlo meglio può essere già un buon punto di partenza.