Rinoceronti sovradimensionati, gorilla che ci osservano in silenzio, da lontano, struzzi pop, coleotteri, bambini in equilibrio tra cranî fossili: sono ‘a guardia’ dei templi di Selinunte, e lì trovano uno spunto in più per avviare un nuovo racconto che affronta i grandi temi inevasi del nostro tempo: la difesa dell’ambiente, un’umanità sempre più lontana dal pianeta, senza memoria. “Pericolo estinzione”, s’intitola a nuova personale di Stefano Bombardieri. Bresciano, classe 1968, figlio d’arte, si è formato nello studio del padre, lo scultore Remo Bombardieri. Accanto alle sculture figurative, quasi sempre di grandi dimensioni, crea opere legate all’arte povera, all’arte concettuale e alle video-installazioni. A Selinunte il suo progetto, spiegano gli organizzatori, trasforma uno dei siti archeologici più straordinari del Mediterraneo “in una piattaforma di dialogo tra storia e consapevolezza”. La mostra, inaugurata sabato 21 giugno, durerà fino al 31 dicembre 2026. “Il Parco, con il suo impianto verde unico per estensione e varietà – dice il direttore di Selinunte, Felice Crescente – non offre solo uno sfondo alla storia, ma si impone come organismo vivente che continua a parlare il linguaggio della natura. Accogliere qui la mostra di Stefano Bombardieri, che rispetta i templi e li guarda da lontano, significa amplificare un messaggio urgente: la necessità di un nuovo patto tra l’uomo e l’ambiente, tra la memoria del passato e la responsabilità del futuro”. Curata da Anna Lisa Ghirardi e prodotta da Bottega Creativa, l’esposizione propone un percorso che guarda alla Collina Orientale; quindici sculture monumentali si stagliano come “presenze stranianti eppure profondamente evocative, lontane dai templi ma reverenziali”. Il lavoro di Bombardieri, noto per la sua potente iconografia animale, si interroga e ci interroga, per i critici d’arte, sul tema della fragilità della vita in un’epoca segnata da crisi ambientali, perdita di senso e declino etico. In un paesaggio dove convivono rovine millenarie e forme di vita vegetale straordinariamente persistenti, le opere di Bombardieri “attivano una riflessione sulla resilienza come condizione necessaria non solo per la sopravvivenza delle specie, ma per la tenuta stessa della nostra coscienza etica”. “Bombardieri propone una galleria di esseri animali che rimandano all’essere umano – scrive la curatrice Anna Lisa Ghirardi – raccogliendo il filo di Esopo che nell’antichità, narrava virtù e miserie dell’uomo tramite gli animali, così Bombardieri affida a queste creature, la rappresentazione della nostra fragilità”. Se poi dell’animale resta soltanto un’impronta, un calco, allora ci si rende effettivamente conto dell’urgenza del messaggio. Quello di Stefano Bombardieri “è un vero atto politico perché mette in crisi l’idea stessa di progresso”. “I suoi animali, spiazzanti, immaginifici, sono spesso a reale rischio di estinzione: in bilico, sommersi, incatenati o imprigionati in blocchi di cemento, sollevati da corde, compressi in bagagli, rivelano una condizione esistenziale che riguarda non solo la biodiversità, ma anche l’uomo stesso, schiacciato da un sistema che consuma, sfrutta, e dimentica che della Natura è parte integrante. Al centro della sua poetica, la figura del bambino (unica figura umana rappresentata da Bombardieri), simbolo di speranza e possibilità di trasformazione: non esca emotiva ma testimone etico di un futuro ancora (si spera) riscrivibile”.
La mostra “Pericolo estinzione” di Stefano Bombardieri sarà visitabile al Parco archeologico di Selinunte (TP) dalle 9 alle 20 (la biglietteria chiude un’ora prima) fino al 15 settembre, poi secondo gli orari in calendario del sito. La mostra durerà fino al 31 dicembre 2026. (AGI)
FAB