La Thailandia torna a discutere l’introduzione di un contributo d’ingresso per i visitatori internazionali. Il governo di Bangkok punta a utilizzare le risorse raccolte per finanziare servizi sanitari, infrastrutture turistiche e interventi di tutela ambientale, cercando un equilibrio tra crescita dei flussi e sostenibilità delle destinazioni più frequentate.
L’idea di una tassa applicata ai turisti stranieri non è nuova. Il progetto è stato discusso più volte negli ultimi anni, ma la sua effettiva applicazione è stata rinviata anche per le difficoltà operative legate alle modalità di riscossione e alle possibili conseguenze sulla competitività turistica del Paese.
Adesso Bangkok sembra intenzionata a riportare il dossier tra le priorità della politica turistica.
Un contributo per sostenere i costi del turismo
Alla base della proposta c’è un principio sempre più diffuso nelle grandi destinazioni internazionali: utilizzare una parte delle entrate generate dai visitatori per finanziare i servizi e le infrastrutture sottoposti a maggiore pressione proprio a causa dell’elevato numero di presenze.
Le risorse potrebbero essere destinate innanzitutto alla sanità, anche per affrontare le spese sostenute dal sistema per l’assistenza ai visitatori stranieri.
Una parte dovrebbe inoltre finanziare infrastrutture e servizi nelle principali località turistiche.
Più risorse per la tutela ambientale
L’altro grande capitolo riguarda l’ambiente.
Isole, spiagge, parchi naturali e località costiere rappresentano una parte fondamentale dell’offerta turistica thailandese, ma sono anche ecosistemi particolarmente vulnerabili alla pressione esercitata da milioni di visitatori.
Il contributo potrebbe quindi finanziare programmi di protezione ambientale, gestione dei rifiuti, conservazione degli ecosistemi e manutenzione delle destinazioni turistiche.
L’obiettivo dichiarato è trasformare almeno una parte della crescita dei flussi internazionali in risorse direttamente utilizzabili per preservare il patrimonio naturale che alimenta la stessa industria turistica.
Il nodo sarà quanto dovranno pagare i viaggiatori
Restano però da definire gli aspetti decisivi del progetto: importo, modalità di pagamento, eventuali esenzioni e data di entrata in vigore.
In passato era stata prospettata una tariffa differenziata in base alla modalità di ingresso nel Paese, ma qualsiasi nuova disciplina dovrà essere formalmente approvata prima di diventare operativa.
Per questo motivo, chi sta programmando un viaggio in Thailandia non deve considerare ancora il contributo come un costo definitivamente applicato.
La Thailandia cerca un turismo più sostenibile
La questione va oltre il valore della futura tassa.
La Thailandia è una delle principali destinazioni turistiche mondiali e il settore rappresenta una componente fondamentale dell’economia nazionale. Ma proprio l’enorme successo internazionale aumenta i costi sostenuti dalle amministrazioni locali per infrastrutture, ambiente, sicurezza e servizi.
Bangkok prova quindi a cambiare prospettiva: non soltanto aumentare il numero dei visitatori, ma ottenere dal turismo maggiori risorse per sostenere i territori che li accolgono.
Se il progetto sarà approvato, anche la Thailandia entrerà così nel crescente gruppo di destinazioni internazionali che chiedono ai turisti un contributo diretto per compensare almeno in parte l’impatto economico e ambientale dei grandi flussi di visitatori.