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📚 IL LIBRO DEL GIORNO — 4 SETTEMBRE 2026 “Contro il fatalismo” di David Foster Wallace

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Einaudi, 160 pagine

Per la rubrica di oggi scelgo un libro particolare, appena arrivato nelle librerie italiane: “Contro il fatalismo” di David Foster Wallace. Il testo nasce dalla tesi universitaria che lo scrittore americano elaborò nel 1985, quando aveva appena ventitré anni, e permette di incontrare in forma embrionale alcuni dei grandi interrogativi che accompagneranno tutta la sua produzione. L’edizione italiana è pubblicata da Einaudi ed è tra le novità segnalate per settembre 2026. 

La domanda: siamo davvero liberi?

Il punto di partenza potrebbe sembrare riservato agli specialisti: Wallace affronta filosoficamente il problema del fatalismo.

Dietro questa parola, però, c’è una questione che riguarda ciascuno di noi: quello che accadrà è già inevitabilmente determinato oppure le nostre decisioni possono realmente cambiare il futuro?

Se tutto ciò che avverrà domani è già necessariamente vero oggi, che significato conserva la libertà individuale? E che senso hanno responsabilità, scelta, errore, merito?

Wallace si confronta con queste domande utilizzando gli strumenti della logica e della filosofia del linguaggio. Ma il fascino del volume sta anche nel poter osservare un giovanissimo autore mentre comincia a misurarsi con quelle che diventeranno alcune delle sue ossessioni intellettuali.

Il giovane Wallace prima di Wallace

Quando scrive queste pagine nel 1985, David Foster Wallace ha 23 anni ed è ancora lontano dalla notorietà internazionale che raggiungerà soprattutto con Infinite Jest.

Eppure qualcosa dello scrittore futuro è già riconoscibile.

C’è il tentativo di sottrarsi alle costruzioni intellettuali che sembrano imprigionare l’individuo; c’è l’interesse per i limiti del linguaggio; soprattutto, c’è una domanda sulla possibilità dell’essere umano di conservare uno spazio autentico di libertà.

È significativo che Contro il fatalismo venga scritto nello stesso periodo del suo primo romanzo, La scopa del sistema. 

Perché leggerlo oggi

È proprio qui che un testo universitario del 1985 diventa sorprendentemente contemporaneo.

Viviamo nell’epoca degli algoritmi predittivi, dei big data e dell’intelligenza artificiale. Ogni giorno sistemi tecnologici cercano di prevedere cosa compreremo, cosa guarderemo, quali contenuti attireranno la nostra attenzione e persino quali comportamenti potremmo assumere.

La domanda di Wallace acquista allora una nuova forza:

quanto delle nostre decisioni dipende realmente da noi?

Il fatalismo filosofico non coincide naturalmente con la previsione algoritmica. Ma entrambi permettono di interrogarci sul confine fra ciò che sembra determinato e ciò che possiamo ancora scegliere.

Ed è forse questa la ragione migliore per recuperare oggi quelle pagine.

Un libro non per tutti, ma capace di lasciare qualcosa

Va detto: non è il Wallace più semplice con cui iniziare.

Chi cerca la forza narrativa di Infinite Jest o l’immediatezza dei suoi reportage troverà un’opera diversa, più filosofica e argomentativa.

Ma per chi ama le idee è una lettura preziosa: consente di entrare nel laboratorio intellettuale di uno dei più importanti scrittori americani contemporanei prima che diventasse famoso.

Il libro viene infatti presentato tra le nuove uscite italiane di settembre proprio come un testo nel quale sono già riconoscibili temi destinati a caratterizzare il percorso successivo dello scrittore. 

⭐ Il giudizio della rubrica:

8/10

Da leggere perché: ci ricorda che dietro una questione apparentemente astratta può nascondersi una delle domande più concrete della nostra esistenza.

Siamo il risultato inevitabile delle circostanze oppure possiamo ancora scegliere chi diventare?

Wallace non ci consegna una comoda consolazione. Ci costringe invece a difendere intellettualmente lo spazio della scelta.

Ed è proprio per questo che “Contro il fatalismo” è il nostro Libro del Giorno del 4 settembre 2026.

Rubrica culturale – Quotidiano dei Contribuenti